Skip to main content
x
Submitted by admin on 1 October 2019
traduttore
‏Ernesto Lumbreras
note
‏Nápoles-Città del Messico, Aldus
anno
2009
paese
Messico
opera

Museo d'ombre

Gesualdo Bufalino - Museo d'ombre

Museo d'ombre
Palermo, Sellerio, 1982

Invito alla lettura

Nate via via come schede di una collezione mentale di opere, giorni, gesti, linguaggi e luoghi scomparsi, queste "ombre" non pretendevano certo di risuscitare il vario teatro di cui si movimentava ogni giornata del mio paese, dall’alba al tramonto, al tempo dei lampioni; ma volevano almeno supplirne privatamente gli antichi colori, allo stesso modo di chi imbalsama o imbelletta il viso di un caro estinto, scriba di Menfi o benestante di Filadelfia.

Oggi però Comiso (poiché è di Comiso che sto parlando) non patisce più soltanto le ordinarie infezioni della civiltà del rumore, ma sembra condannata dalle stupide astuzie della storia a stravolgersi in miniera di terrore e di annientamento; oggi quei colori è forse doveroso mostrarli, siano pure calotipi esangui, guizzi di lanterna cieca su un bersaglio povero e fuggitivo.
Vi si sentirà battere il cuore di una inedita Sicilia ionica, dove "mafioso" voleva dire "sgargiante, superbo, leggiadro", e si diceva di una ragazza; vi si potrà, pellegrinando fra le verità sommerse delle civiltà "familiare", trarre a riva qualche inaffondato relitto; riconoscere nella compianta figura dei padri l’immagine di un’alleanza di occhi e mani leali, l’ipotesi, insomma, di una comunità e di una terra abitabili…
In quanto a me, infine, a me che scrivo, e di ricordi mi ammalo, e coi ricordi mi curo, chissà che non sorprenda fra tanti risorgimenti la macchia di sangue, il ramo d’oro, l’ustione celeste, il segno che aspetto per riconvincermi di esistere (memini ergo sum!) e per ritrovare, in guerra col tempo, la mia dilapidata immortalità di bambino.

 

(Da Museo d’ombre)

‘U PITTURI RI CARRETTA. Il pittore di carri.
Reali di Francia, chi vi può scordare? All’aperto, sulle spallette dei carri, Maestro Peppino Saperi governava la vostra sorte, lavorando di spolvero e pennello sotto i nostri occhi abbagliati.
Con due assi messe in croce ci foggiammo una durlindana; in sonno colpimmo al cuore mille orche e mille dragoni, liberammo Angeliche dai lunghi capelli, patimmo la frode di Gano, morimmo circondati a Roncisvalle.
Al risveglio, dietro l’uscio, l’Ippogrifo non c’era più.

‘U TEATRU. Il teatro.
Eppure ci fu una sera in cui, sotto le volte di un soffitto tutto stucchi, sfolgorarono vampe d’oro e crepitarono battimani; in cui scarpette di raso calcarono gli scalini che ora ingombra e consuma l’ortica.
Venne lei, la Patti, la divina Adelina, la voce più bella del secolo, e per otto onze, secondo il contratto controfirmato dal Marchese Ferreri, apparve alla ribalta entro il cerchio di un grande lampadario di cristallo, bianca di luce e di cipria, come un angelo di cera. Poi si perse per sempre nel buio, in un galoppo di fragorosa carrozza. Ne parlarono a lungo i vecchi, seduti sulle soglie, nei pomeriggi d’estate.

‘A FUITINA. La fuga.
Giochi di m’ama non m’ama, occhi contrabbandieri in agguato dietro uno spiraglio d’imposta, biglietti da crepacuore, avvolti in un ciottolo e scagliati per errore funesto in grembo a una madre dal fiato di drago… Infine, poché l’unica scelta rimasta è fra la morte e la fuga, una scala s’appoggia al balcone, la carrozza di Turi Tabbaccu ingoia la coppia e con ruote felpate s’invola verso l’irreparabile.
Ne seguiranno, domani all’alba, parapiglia e minacce e anatemi da mettere i brividi; e fra meno di otto giorni, fra lacrime e risa, un’urlata assoluzione, e un abbraccio di tutti con tutti, e un banchetto che pare la fine del mondo…

Riedizioni e ristampe

Nuova edizione accresciuta con fotografie di Giuseppe Leone, Milano, “Grandi Tascabili” Bompiani, 1993.
Edizione accresciuta, Milano, Tascabili Bompiani, 2000, fotografie di Giuseppe Leone.
copertina
Museo de sombras