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Argo il cieco ovvero I sogni della memoria,

Gesualdo Bufalino, a cura di Nunzio Zago, dipinti di Giovanni La Cognata

Comiso, Fondazione Gesualdo Bufalino, 2021

Edizione illustrata in 500 copie non venali

Argo il cieco ovvero I sogni della memoria, pubblicato nel 1984, fu il secondo romanzo di Gesualdo Bufalino, dopo Diceria dell’untore, col quale forma una sorta di dittico, aggiungendovi un ulteriore gruzzolo di memorie giovanili che qui, però, al cupo sfondo dell’esperienza sanatoriale, sostituiscono quello luminoso e sensuale di Modica, il paese ibleo dove lo scrittore, nel 1951, appena guarito dalla malattia e insegnante in «una scuola di ragazze», conobbe un insperato risarcimento, magari frutto, semplicemente, della reinvenzione letteraria. Lo stesso Bufalino, che ha confessato di non rileggere mai le sue opere, ha ammesso di fare un’eccezione per Argo, il libro che più gli somiglia, giocato com’è su una continua altalena di presente e passato, su una duplicità timbrica di malinconia divertita e pensosa. Si tratta, inoltre, di un testo da cui traspare singolarmente la modernità dell’autore, dotato d’un’invidiabile cultura classica, ma non immune, anche, dalle spericolatezze avanguardistiche del Novecento. Questa speciale edizione, infine, quando non si è ancora spenta l’eco della risonanza europea di cui la figura di Bufalino ha goduto in occasione del centenario della nascita, si giova dell’interpretazione figurativa d’un artista comisano di vaglia, Giovanni La Cognata, del suo realismo visionario.